Lo sviluppo “agile” di Cherry bit

Lug 9, 2021

Come startup innovativa in ambito finanziario, ci siamo doverosamente scontrati con il mondo legacy degli istituti bancari e degli intermediari finanziari, nostri principali clienti.

Abituati alla tecnologia e ai metodi di lavoro in modalità agile, ci siamo posti il problema di come coniugare il nostro approccio con quello ormai sedimentato di queste istituzioni.

In questo articolo vi racconto come il nostro prodotto Cherry bit si  evoluto nel tempo grazie alle continue iterazioni con i nostri clienti e partners.

Primo approccio

Confidenti delle nostre alte competenze in ambito tecnologico abbiamo da subito iniziato a sviluppare le componenti core del nostro prodotto Cherry bit. Non abbiamo usato un approccio di tipo waterfall (n.d.r. sviluppo “sequenziale”, dove si procede per obiettivi fino a concludere il progetto in un’unica consegna), perché agli inizi avevamo poca se nessuna esperienza nel mondo del credito deteriorato NPL, mentre volevamo costruire un prodotto complesso che andasse a definire nuovi standard di qualità e procedurali per il mondo del credito deteriorato. Come abbiamo quindi potuto costruire un prodotto fintech con focus nell’ NPL?

Abbiamo pertanto scelto di applicare metodologie agile – basate sul concetto di sprint, un periodo di sviluppo definito al termine del quale il team discute insieme cosa è andato bene, cosa ha presentato problemi e in base a questo decide lo scope dello sprint succesivo – in linea con i suoi principi pienamente condivisi da tutto il team. 

  1. Soddisfare reali esigenze di business dei nostri clienti con soluzioni di facile utilizzo e veloce implementazione: la soluzione doveva permetterci rilasci rapidi e quindi risolvere piccoli problemi con minimo effort
  2. Essere aperti ai cambiamenti: la soluzione deve poter evolversi senza comportare grandi cambiamenti strutturali. La nostra stessa architettura risponde pienamente a questa esigenza)
  3. Lavorare a stretto contatto con il business: è stata la nostra prima priorità, in primis perché il team core di Cherry è nato con altissime esperienze tecniche in ambito IT ma poco se non pochissimo in ambito business per l’NPL. Dovevamo capire prima di fare ogni passo.
  4. Rapporti frequenti tra sviluppo, sponsors e clienti: abbiamo favorito meeting quotidiani, talvolta settimanali con tutti i players per mantenere il prodotto sempre al top, in linea con le esigenze di business, con le linee guida di UX e le performance di codice.
  5. Tenere tutto il più semplice possibile: abbiamo da sempre mantenuto una lista di priorità in continua evoluzione/rivoluzione. Prima risolvendo i problemi, poi curando gli aspetti di UI/UX e performance, possibilmente in parallelo. Di fatto è bastato ascoltare ogni voce e pesare con cura ogni task in pipeline.

Abbiamo innanzitutto trovato dei partners fidati per la prima fase di analisi, la raccolta dei problemi su questo mercato e le attuali metodologie. A partire da ciascun problema abbiamo ipotizzato possibili risposte e in maniera iterativa abbiamo iniziato a sviluppare i primi servizi andando ad aggiungerne di nuovi mano a mano che abbiamo acquisito  maggiore esperienza del dominio. Attraverso una ricerca minuziosa del web di tools e soluzioni pre-esistenti, siamo riusciti a raccogliere le prime basi dati utili per la costruzione dei nostri servizi fino al completamento di Cherry bit.

La realizzazione finale è stata una piattaforma web che permette agli operatori nel mondo finanziario, specificatamente i gestori di portafogli NPL di caricare a sistema le posizioni debitorie e di ottenere in minuti tutte le informazioni strutturate ed aggregate degli immobili, delle situazioni nei tribunali italiani, delle eventuali aste e le informazioni da camera di commercio qualora il debitore fosse una persona giuridica. 

L’unico dato realmente necessario per avviare un arricchimento dei dati è il codice fiscale o la partiva iva del debitore, tuttavia per avere una visione più completa della situazione debitoria è possibile fornire anche le eventuali garanzie e le linee di credito relative al debitore.

Tutti i feedback ricevuti da parte dei nostri clienti sono stati strabilianti. Nessuno dei nostri interlocutori aveva mai visto una piattaforma con tutte queste funzionalità e velocità, tuttavia si sono tutti posti il problema di come si sarebbe potuto integrare con i loro gestionali, i loro sistemi informativi legacy (datati, basati su tecnologie e software non più all’avanguardia) e soprattutto di come tale piattaforma sarebbe potuta essere usata dai loro operativi.

Il processo che abbiamo seguito è stato caratterizzato da piccole e frequenti interazioni con le persone esperte del dominio NPL, e quindi i nostri clienti, i partners, e le consulenze esterne, ad esempio per l’aspetto legale. Ad ogni sessione abbiamo apportato modifiche anche significative al nostro codice, rilasciando in produzione con frequenza giornaliera.

Abbiamo negato ogni dogma e la presunzione di avere la via giusta per il cliente, bensì ci siamo adattati alle loro necessità, ai loro processi, sebbene in questa parte siamo riusciti anche ad apportare migliorie con automatismi intelligenti. 

Il segreto nell’applicare metodologie Agile per noi è stato non avere paura di cambiare. Se l’obiettivo è innovare, non si deve avere paura di distruggere, cancellare e ripartire da zero, dai giusti presupposti, perché alla fine si innova se si riesce a fornire una vera risposta ad un problema concreto.

In questo lungo processo di innovazione abbiamo impiegato poco più di un anno a realizzare il prodotto Cherry bit, e pensiamo tutt’oggi che ci sono ancora tantissime sfide per la nostra piattaforma al fine di coprire sempre più scenari, andando ad estendere la nostra attuale soluzione con servizi più efficienti, più specifici per fornire dati di qualità superiore in tempi ridotti. Ad esempio siamo in procinto di una piena integrazione di Cherry bit con il PDA, (Punto di Accesso) al fine di offrire ulteriori servizi ai nostri clienti.

Integrazione

Abbiamo ovviamente sviluppato anche un set di api per rendere fruibili i dati ai nostri clienti, approccio che però richiede da parte loro il coinvolgimento di un team di sviluppatori per una piena integrazione con i loro sistemi. 

Ormai è diventato uno standard che ogni servizio debba offrire delle REST API (le API – Application Programming Interface – sono una tecnologia che permette ai service provider di semplificare e automatizzare la fruizione dei propri servizi da parte delle aziende clienti) per l’accesso protetto dei dati, ma l’integrazione tra sistemi non è stata la prima scelta dei nostri clienti perché parlando del mondo finanziario, sembra che si voglia evitare questa via se non strettamente necessaria per il business (e.g. Cedacri che fornisce funzionalità core per il mondo Banking).

Operatività

L’applicazione web da noi sviluppata non è altro che una bella maschera per esporre la qualità e quantità dei dati da noi raccolti in un formato di facile comprensione, permettendo una visione d’insieme di un portafoglio, ad esempio la distribuzione di persone fisiche e giuridiche, il numero di pratiche (ruoli generali) trovati a sistema, il numero delle aste prossime a scadere, la distribuzione del Gross Book Value etc…, fino a permettere un’analisi puntuale sulla singola posizione debitoria, ad esempio la lista degli assets, lo stato aggiornato di una pratica giudiziaria e i documenti di una singola asta. 

Sebbene sia molto piaciuta, l’applicazione non ha risposto al 100% all’esigenza operativa delle persone che normalmente gestiscono un portafoglio NPL, e questo non per la qualità o quantità dei dati esposti, bensì per la differente modalità operativa di questi professionisti.

Abbiamo scoperto che excel è uno dei tools principalmente usati dalla maggior parte degli operativi dei nostri clienti. Quindi la loro operatività e capacità di analisi parte sempre da risultati che riescono ad estrarre con i propri fogli di lavoro in excel.

In seguito ai primi feedback abbiamo pertanto offerto la possibilità di esporre tutti i nostri dati in formato excel in due “estrazioni”, una prima che mostra in forma aggregata i dati di un portafoglio e una seconda che invece fornisce tutti i dati nel dettaglio seguendo il data model di nostra proprietà, permettendo quindi al cliente di creare le proprio regole di aggregazione e costruire i propri KPI.

Abbiamo fatto un passo indietro? A mio parere no. Sebbene la piattaforma fosse stata pensata per un uso consultivo frequente con i maggiori KPI già computati e una navigazione più intuitiva rispetto alla lettura tabella su più fogli in excel, siamo semplicemente venuti incontro alle reali esigenze del cliente, perché alla fine innovare è risolvere un problema reale e non creare una difficoltà di utilizzo, valorizzando l’esperienza e l’abitudine dei professionisti del settore.

Funzionalità

In queste righe abbiamo esposto solo una parte dei numerosi servizi offerti dalla nostra piattaforma Cherry bit. Tutti i nostri servizi sono stati disegnati seguendo un’architettura agile detta a “microservizi” (n.d.r. un’architettura leggera dove ogni servizio è costruito in maniera indipendente da tutti gli altri e può essere attivato o disattivato secondo necessità, facendo sì che il sistema utilizzi solo i servizi richiesti per ciascuna lavorazione) su piattaforme moderne altamente scalabili (serverless, container con deploy su Kubernetes – per maggiori informazioni vedi l’articolo dedicato!) e la dashboard dell’applicazione web Cherry bit è dove vengono invocati tutti i servizi in rapida sequenza e completamente automatica una volta lanciata la richiesta di lavorazione al sistema. 

Grazie a questa particolare architettura abbiamo potuto aggiornare i nostri sistemi andando a creare sottoinsiemi di servizi eseguibili in maniera indipendente. Uno di questi, tra l’altro il più richiesto e su cui ormai deteniamo lo standard di mercato è l’analisi ipotecaria.

Altro servizio che abbiamo reso richiedibile “on demand” dai nostri clienti è l’analisi immobiliare sulle posizioni debitorie. In particolare, non ci limitiamo ad ottenere le informazioni aggiornate sugli immobili di persone fisiche/giuridiche, ma applichiamo algoritmi proprietari di clusterizzazione e valorizzazione degli stessi immobili per fornire informazioni aggiuntive come la valorizzazione per zone OMI, la localizzazione esatta degli stessi su mappa Google, l’eventuale coinvolgimento dell’immobile in una pratica di tipi ESIM (esecuzione immobiliare) e la sussistenza di eventuali ipoteche. 

Novità

Abbiamo visto che ad un’esperienza visiva innovativa come la dashboard (n.d.r. una dashboard è una “schermata” dove vengono condensati grafici e dati per essere facilmente fruibili a colpo d’occhio) di Cherry bit, i clienti preferiscono ancora  l’export dei dati in formato tabellare, c’è però una funzionalità recentemente rilasciata – nata da una richiesta di un cliente da cui è poi nata l’apposita funzionalità: la “search bar” per le posizioni debitorie, una barra di ricerca stile Google dove è possibile scatenare la piena potenza di Cherry bit su una singola posizione.

Infatti è possibile da ormai un paio di settimane cercare tutte le informazioni debitorie di una posizione di persona fisica o giuridica solo digitando il codice fiscale o la partita iva di un soggetto all’interno di una una barra di ricerca. All’invio della ricerca, tutti i servizi di Cherry verranno avviati in parallelo per ottenere in pochi secondi tutto il set informativo utile per la valutazione del debitore. Un esempio pratico del funzionamento è visibile sulla nostra pagina LinkedIn!

Bisogna sempre seguire cosa dice il cliente?

No. Nella nostra esperienza, ci è capitato più volte di dire no ai nostri clienti. Sebbene abbiamo la fortuna di lavorare a stretto contatto con professionisti con una straordinaria padronanza del mondo del business, quando parliamo di processi, automazione, tecnologia ed algoritmi, siamo noi conoscere a menadito il campo di applicazione e a guidare l’interlocutore in questi percorsi, non banali, al fine di costruire assieme la migliore soluzione. Come sviluppatori di software innovativi per il mondo finanziario, è nostra responsabilità e dovere fornire la nostra esperienza in termini di processi innovativi, di soluzioni tecnologiche e algoritmiche per venire incontro alle esigenze dei clienti.

Conclusioni

Grazie all’applicazione dell’approccio agile sin dal giorno 1 nel progettare Cherry bit, siamo riusciti ad acquisire il primo cliente già a partire dal sesto mese di attività. In pochissimo tempo abbiamo sviluappato le funzionalità core della piattaforma per arrivare il prima possibile sul mercato e quindi iniziare da subito l’acquisizione dei clienti.

Tutt’oggi nell’evoluzione di Cherrybit progrediamo spediti un piccolo passo alla volta, rischiando anche di tornare indietro di un paio di passi, perché siamo convinti che la forza stia nell’avere il coraggio di guardarsi il più oggettivamente possibile e tornare sui propri passi. Solo così il nostro prodotto Cherry bit potrà rimanere a dettare gli standard di mercato per il mondo dell’NPL.

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