Mar 15, 2021

Cherry, in un anno lavorati portafogli NPL per oltre 20 mld di euro

MILANO, 15 MARZO 2021 – Sono un gruppo di ingegneri under 30, senza alcuna formazione finanziaria, ma con una grande passione per la tecnologia e per i dati. Quanto è bastato per creare Cherry, start-up che supporta banche e player finanziari nella valutazione e nella gestione dei crediti deteriorati, i cosiddetti non-performing loans (NPL), grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di soluzioni data-based. Dati e tecnologia, d’altra parte, sono fondamentali per muoversi velocemente e con efficacia sul terreno minato della crisi italiana post-Covid, dove “crediti scaduti, inadempienze probabili e sofferenze” rappresentano “il principale rischio per le banche italiane” a detta del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

Ed è proprio per questo motivo che Cherry, a poco più di un anno dalla sua nascita, si è già ritagliata un ruolo di primo piano nel mercato, mettendo a disposizione di importanti operatori le sue soluzioni tecnologiche. Cherry Bit, in particolare, è la piattaforma tecnologica sviluppata in house che, attraverso modelli di intelligenza artificiale, data science e algoritmi, è in grado di fornire all’investitore o alla banca una stima del tempo e del valore di recupero di un portafoglio NPL. Lo fa mettendo in connessione fonti pubbliche diverse e analizzando in pochi secondi le informazioni relative alle posizioni che compongono un portafoglio: in sostanza la piattaforma esegue in maniera del tutto automatizzata un’operazione che fino a ieri era gestita manualmente, impiegando anche diversi giorni di lavoro. Un unicum nel mercato del credito deteriorato, per i cui operatori Cherry fino a oggi ha lavorato portafogli per un controvalore di oltre 20 miliardi di euro di GBV, venendo segnalata da PwC come una delle fintech più innovative del 2020 nel segmento NPL.

«Siamo un gruppo di “geek”, “malati” di tecnologia che sono entrati nel mondo del credito semplicemente facendo quello che sapevano fare, valorizzare la cultura del dato – spiega Luca Bonacina, Head of Technology e Co-founder di Cherry srl – E così abbiamo creato e perfezionato nel tempo una piattaforma che aggrega informazioni sia pubbliche che profilate provenienti da una moltitudine di banche dati istituzionali (tribunali, Agenzia delle Entrate, Ministero, Catasto…): oggi siamo in grado di processare, in pochi secondi, 80 milioni di dati».

«Gli operatori (banche e intermediari) di questo mercato si rivolgono a noi perché abbiamo enormemente semplificato i processi – prosegue Bonacina – Inoltre, il fatto stesso di essere una start-up, un’organizzazione agile e non una grande azienda burocratizzata, ci permette di accorciare i tempi di lavoro ed essere più rapidi nel prendere decisioni. E in questo mercato è fondamentale sapersi muovere con velocità, particolarmente nel momento storico attuale. Il tasso di deterioramento dei crediti è destinato a salire con la fine degli effetti di contenimento delle moratorie e delle altre misure straordinarie adottate durante l’emergenza sanitaria, perciò ci aspetta una nuova ondata di NPL che dovremo saper gestire con tempestività. Per il nostro lavoro tutto questo non rappresenta solo un business, ma anche la responsabilità di contribuire a rimettere in circolo risorse preziose per l’economia reale».