NPL e tecnologia: Cherry NPL tra le fintech
selezionate da PwC nel report “FinTech Calls For Fuel”

Milano – Si chiama “NPL Trading” il nuovo sub-segmento del mercato NPL che PricewaterHouseCoopers individua come uno dei trend attuali del settore fintech in Italia. Tra le sole tre società protagoniste del NPL Trading market c’è Cherry – società nata dalla visione di Giovanni Bossi – che supporta banche e player finanziari nella valutazione e nella gestione dei crediti non-performing grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di soluzioni data-based.

Cherry Bit, la piattaforma tecnologica sviluppata in house, applica modelli di intelligenza artificiale al mondo del credito deteriorato, dando all’investitore o alla banca una stima del tempo e del valore di recupero di un portafoglio di NPL” ha detto Luca Bonacina, responsabile tech e co-founder di Cherry NPL. “Grazie all’uso di AI, data science e algoritmi, Cherry BIT mette in connessione fonti pubbliche diverse per la verifica delle informazioni in fase di due diligence, aiutando banche e finanziarie sia nel reperimento delle informazioni sulle posizioni, sia nel corretto pricing del portafoglio. In fase di gestione, invece, Cherry Bit permette di accorciare i tempi di lavorazione dei non performing loans ed efficientare i cicli operativi e di valutazione”.

Con un mindset tipico delle startup della Silicon Valley, Cherry NPL è una realtà disruptive nel mondo del credito deteriorato: anticipazione delle esigenze del mercato, velocità dei processi e qualità delle informazioni, il tutto guidato dalla tecnologia human-driven, sono i principali driver secondo i quali opera.

Nel report di PwC si evidenzia inoltre come il macro segmento “Capital Market & Trading”, di cui Cherry fa parte, sia un settore in crescita e profittevole, con fatturato e marginalità  più alti rispetto al resto delle società fintech.

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