L’intelligenza artificiale è come la bomba atomica?

L’intelligenza artificiale è come la bomba atomica: questo il pensiero condiviso sul Guardian da Stuart Russell, fondatore del Center for Human-Compatible Artificial Intelligence dell’Università della California, Berkeley. Per l’informatico americano l’AI rappresenta quindi una minaccia alla sopravvivenza dell’umanità allo stesso modo in cui lo è stata la bomba atomica nel corso del Novecento, dal momento che in un futuro non troppo lontano verranno sviluppate «macchine più intelligenti degli esseri umani» e che proprio per questo servano «trattati internazionali» per regolarle.

AI: un concetto tanto importante quanto spesso abusato

Pur avendo un fondo di verità, la considerazione di Russell si basa più su uno scenario da film di fantascienza (alla “Io, Robot” per intenderci) che sulla realtà attuale. Perché, per come è intesa e sviluppata, l’AI non potrà essere un qualcosa di nocivo per la società, ma anzi permetterà una continua evoluzione della razza umana, soprattutto quando si unisce alla robotica. C’è da dire, poi, che il concetto di Intelligenza Artificiale è piuttosto abusato e inflazionato in questa fase. Le potenzialità di questa tecnologia non si discutono – e su questo siamo tutti d’accordo, in particolare noi di Cherry – ma ciò non significa che è sempre la risposta a tutto. Provate a pensarci: ogni volta che si parla di tecnologia e futuro, qualcuno se ne esce con l’Intelligenza Artificiale, che vuol dire tutto e vuol dire niente. L’AI è bellissima, nuovissima e fortissima, eppure spesso bastano tecnologie meno sofisticate (ma non meno importanti) per risolvere gran parte dei problemi. –> Leggi anche: Intelligenza Artificiale – la soluzione per i problemi “intelligenti”

La necessità di regolamentazioni dell’AI: la strategia della Nato

Senza dubbio, però, c’è il bisogno di regolamentare il settore. Sempre più Stati e organizzazioni globali si stanno rendendo conto dell’importanza dell’AI e si stanno muovendo di conseguenza, presentando i propri piani in materia per definire regole, etica e investimenti pubblico-privato per prevalere in uno dei nuovi campi principali del conflitto tra potenze. L’ultima organizzazione in ordine cronologico è stata la Nato, che il 21 ottobre ha pubblicato la sua prima strategia sull’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di porsi all’avanguardia negli ambiti legati all’AI (combinando anche biotecnologie, Big Data e automazione) e, per farlo, punta alla collaborazione tra alleati impegnandosi in un’accelerazione degli investimenti. La strategia ha quattro obiettivi:
  • Essere di esempio e fare da guida per i partner nell’utilizzo responsabile dell’IA per scopi di difesa e sicurezza;
  • Accelerare e integrare l’adozione dell’IA, i suoi sviluppi e l’implementazione, migliorando l’interoperabilità all’interno dell’Alleanza, anche proponendo casi d’uso, nuove strutture e nuovi programmi;
  • Proteggere e monitorare le proprie tecnologie e la propria capacità di innovazione nel settore IA, affrontando le considerazioni di politica della sicurezza rendendo operativi i sei Principi di Utilizzo Responsabile dell’Alleanza;
  • Identificare e difendere dalle minacce derivanti dall’uso ostile dell’IA da parte di attori statali e non statali.

L’AI sarà sempre più determinante per la vita umana

Tornando al discorso iniziale, se proviamo a immaginare quello che succederà in futuro, possiamo pensare che l’intelligenza artificiale coprirà un ruolo sempre più presente e vicina alla “human intelligence”, potenziandone le capacità, le connessioni e le possibilità in generale. In quest’ottica, quindi, la robotica diventerà parte integrante del nostro organismo, portando sicuramente dei benefici in termini di metabolismo, salute, prestazioni. Insomma, parlando sempre di film, come su Matrix, ma esattamente all’opposto. In un futuro neanche troppo lontano, l’AI toccherà nuove vette e paradossalmente il merito è anche della pandemia, che ha agito come una sorta di catalizzatore per lo sviluppo della tecnologia globale. –> Leggi anche: Il Covid catalizzatore per l’Intelligenza Artificiale in Italia Intelligenza artificiale e affini sono destinati quindi ad avere un impatto sempre più determinante sull’evoluzione dell’uomo, della società e del nostro ecosistema: in altre parole, non rappresentano una minaccia per la razza umana come la bomba atomica, bensì si possono considerare come un nuovo inizio.  

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