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Cherry Sea – Secondo Quadrimestre 2023

Tribunali fallimentari, nei primi otto mesi 2023 aperte oltre 2.400 procedure di liquidazione giudiziale

Sopravvivono ancora i fallimenti con il Tribunale di Roma che ne apre da solo ben 131 (su 193 totali)

 I dati emergono dell’Osservatorio Cherry Sea, realizzato dalla startup fintech “Cherry srl”, sull’andamento dei procedimenti nei primi otto mesi 2023 in relazione alle prime venti sezioni fallimentari per volume di attività in Italia.
Giacomo Fava, Lead AI Engineer in Cherry Srl: «I dati ci forniscono un importante spaccato a livello territoriale su come si stiano distribuendo le procedure. Inoltre, dimostrano come alcuni tribunali abbiano abbracciato il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza più rapidamente di altri che iscrivono a ruolo ancora nuovi fallimenti come strascico del grande carico accumulato negli anni»

  • Nuove procedure in aumento del 9% (2.435 liquidazioni giudiziali + 193 fallimenti);
  • Nonostante l’introduzione del Codice della Crisi d’impresa e dell’Insolvenza permane l’apertura di nuovi fallimenti con il Tribunale di Roma quasi unico in Italia ad iscrivere ancora numerose procedure;
  • A fine agosto 4.317 le liquidazioni giudiziali pendenti, 22.283 i fallimenti.

Liquidazioni Giudiziali e Fallimenti

Cherry Seal’Osservatorio realizzato dalla startup fintech Cherry srl, ha analizzato l’attività da gennaio ad agosto 2023 dei tribunali fallimentari nelle regioni e con un focus sulle prime venti sezioni per volume di attività, ovvero:Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Roma, Torino, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

Dallo studio emerge come, nel corso dei primi otto mesi dell’anno, a livello nazionale il numero complessivo di nuove procedure aperte (sommando le liquidazioni giudiziali ai fallimenti ante riforma del Codice della Crisi e dell’Insolvenza-CCII) è aumentato del 9% a fronte di 2.628 pratiche sopravvenute, suddivise in 2.435 liquidazioni giudiziali e 193 fallimenti in cui più dei 2/3 del totale (pari a 131, di cui 121 nel solo primo quadrimestre dell’anno) registrate nel solo Tribunale di Roma. In classifica seguono a grande distanza Milano con 9 (rispetto ai 404 del 2022) e Bari e Torino con 7. Si tratta di un dato significativo in quanto dimostra come il Palazzo di Giustizia di Roma abbia un carico di lavoro talmente alto che nei primi due quadrimestri 2023 si è trovato nella condizione di dover aprire ancora procedure fallimentari quali strascichi dell’anno 2022.

Roma primo tribunale per nuovi procedimenti, Milano per pratiche chiuse

Contemplando dunque sia fallimenti che liquidazioni giudiziali, e prendendo in analisi i singoli tribunali allo studio nei primi due quadrimestri 2023, Roma e Milano si confermano primi per complessivi procedimenti aperti – rispettivamente 461 per un +6% sullo stesso periodo del 2022 e 446 per un +10% – seguiti a distanza da Torino (192, +23%) e Padova (126, +70%), mentre in coda ci sono Genova (67 a fronte di sole liquidazioni giudiziali e con un +91% tra primo e secondo quadrimestre 2023), Bologna (70, -7%) e Vicenza (72, -13%).
L’aumento maggiore si registra nei tribunali di Treviso (+129% a fronte di 94 procedure totali, di cui 4 fallimenti e 90 liquidazioni giudiziali) e Busto Arsizio (+85%).
All’inverso, invece, il Tribunale di Firenze registra un importante calo del 26%, seguito da Catania (-23%), Verona (-14%) e Vicenza (-13%).

In relazione invece ai Tribunali con lo stock più voluminoso di fallimenti e liquidazioni giudiziali pendenti (22.283 fallimenti, -17% rispetto ai 26.695 del dicembre 2022, e 4.317 liquidazioni giudiziali), al 31 agosto 2023 questi si confermano essere quelli di Roma (4.747), Milano (3.023) e Bari (1.490), mentre a fondo classifica troviamo le sezioni fallimentari di Modena (434), Busto Arsizio (524) e Genova con (596).

In questo contesto, come sopra dimostrato con il caso eclatante del Tribunale di Roma, permangono ancora le “vecchie” procedure fallimentari, tanto che nei primi otto mesi 2023 ne sono state chiuse 4.428, +4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui 855 a Milano (-2% sul medesimo periodo del 2022), 578 a Roma (+18%) e 276 a Napoli (+38%). Questo dimostra che, nonostante l’intervento della riforma CCII, ancora per qualche anno i Tribunali saranno impegnati a smaltire i fallimenti accumulati negli anni passati.

In particolare, i dati osservati dimostrano come, a differenza del Centro e del Sud Italia che registrano nel periodo in esame rispettivamente un +18% e un +17% nel totale dei fallimenti definiti, il Nord Italia si assesta ad un complessivo -4% (con una punta del -29% presso il Tribunale di Bergamo).

Analizzando invece i Tribunali allo studio per le sole liquidazioni giudiziali aperte tra gennaio ed agosto 2023, quello di Milano risulta primo con 437 pratiche sopravvenute, seguito da Roma (330), Torino (185), Bergamo e Padova (entrambe con 121), mentre in coda troviamo Genova (67) oltre a Bologna (68) e Vicenza (69).

Il dato di crescita più significativo è però quello di Verona che registra un +93% tra i due quadrimestri allo studio. All’inverso, invece, il calo maggiore lo subiscono i tribunali di Catania (-31%) e Treviso (-27%).

L’analisi a livello regionale

Infine, guardando a livello regionale, nei primi due quadrimestri dell’anno si segnalano 4.754 liquidazioni giudiziali sopravvenute (2.167 da gennaio a maggio e 2.587 da giugno ad agosto per un +19%). Nel dettaglio, la Lombardia risulta prima con 978 nuove pratiche aperte, seguita dal Lazio (540) ed il Veneto (436), mentre i dati più bassi si registrano in Molise (25), Basilicata (34) e Trentino-Alto Adige (40).

I dati presentati dall’ultimo Osservatorio Cherry Sea offrono dunque spunti interessanti per il settore, consentendo di valutare le dinamiche economico-giuridiche che influenzano le decisioni del business, il tutto attraverso una combinazione di dati quantitativi e analisi geografiche per una prospettiva completa sullo stato di salute delle aziende nel nostro Paese. «È ancora troppo presto per valutare l’impatto del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza sui tempi della giustizia, ma possiamo comunque soffermarci sui volumi di procedure protagonisti di questi primi due quadrimestri dell’anno. La riforma agirà sicuramente sulle “modalità” della giustizia, ma per ora i dati ci dicono che non sta incidendo sul quantitativo di procedure – commenta Giacomo Fava, Lead AI Engineer in Cherry Srl  Nel 2023, infatti, il numero di liquidazioni giudiziali insorte è stato in linea con il numero dei fallimenti del 2022 per poi superarli in volume negli ultimi mesi (giugno-agosto). I dati ci forniscono anche un importante spaccato a livello territoriale su come si stiano distribuendo le procedure, e le regioni più colpite appaiono essere quelle che producono di più. Dai dati notiamo anche come alcuni tribunali abbiano abbracciato il nuovo CCII più rapidamente di altri che, a quasi un anno di distanza dal varo della nuova legge, iscrivono a ruolo ancora nuovi fallimenti come strascico del grande carico accumulato negli anni precedenti».

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